Pudore
Il nudo è un tema artistico che, per tradizione, ha un accento più o meno seduttivo, talvolta molto banale
I dipinti di Miriam Pertegato presentano una serie di corpi femminili tratteggiati con linee severe ed essenziali: non sono ritratti - spiega l'autrice - ma figure di fantasia spogliati da qualsiasi riferimento con un epoca, un ambiente, un contesto sociale ben identificabile. La scelta del nudo nasce, infatti, come presupposto per una raffigurazione di tipo simbolico. La nudità, quindi, come emblema di purezza interiore, d'introspettiva messa a nudo degli aspetti psicologici dell'individuo, dei suoi segreti fatti affiorare in superficie con delicato pudore.
Nella sua pittura Pertegato antepone l'aspetto interessante e comunicativo al valore puramente estetico delle figure. Sono nudi che non esibiscono ma quasi nascondono la propria nudità, emergendo in una soffusa e delicata materia pittorica che predilige i colori morbidi e delicati.
Claudia Meschini
Il gazzettino di Venezia, 28 febbraio 2001
Il pudore di Miriam Pertegato
Il nudo femminile è il soggetto dominante della ricerca pittorica di Miriam Pertegato, giovane artista dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. È un tema che viene approfondito e sondato sotto diversi aspetti con l'intenzione di proporre un momento di riflessione e di attenzione sul corpo femminile.
I nudi, che spesso sono frutto della fantasia di Miriam e quindi non sono ripresi dal vero, si presentano in posizione frontale instaurando un dialogo "diretto" con lo spettatore.
Le figure femminili siano queste in piedi, sedute, o accovacciate, si offrono allo sguardo in un atteggiamento di palese esibizione del proprio corpo, senza alcuna inibizione. Una "finestra" che compare alle spalle di queste figure inquadra una parte del corpo, in particolare il tronco, mettendola in risalto e concentrando lì la nostra attenzione.
Ma nei dipinti di Miriam il nudo mantiene ancora una sua intimità che va oltre l'esposizione del corpo. Non è infatti una intimità fisica, quella a cui l'artista vuole fare riferimento, ma è una intimità più profonda.
Come ha recentemente scritto Umberto Galimberti: "Se chiamo 'intimo' ciò che si nega all'estraneo per concederlo a chi si vuol fare entrare nel proprio segreto profondo e spesso ignoto a noi stessi, allora il pudore, che difende la nostra intimità, difende la nostra libertà. [
] Si può infatti essere nudi senza nulla concedere, senza aprire all'altro neppure una fessura della propria anima".
Il pudore di Miriam difende la più segreta intimità del corpo femminile, sottolineata anche dall'uso insistito del colore rosa, che fa da sfondo ai nudi. Il rosa è un colore particolare, composto mescolando il bianco ed il rosso, colori a cui, tradizionalmente, si attribuiscono opposti valori simbolici. Il bianco infatti indica purezza e castità, mentre il rosso è il colore del sangue, della passione, del fuoco.
Il rosa è una sintesi tra questi due opposti significati, come la ricerca di Miriam è una mediazione tra purezza e trasgressione.
Giovanni Bianchi
2 marzo 2003
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