La mia ricerca pittorica ha inizio nei primi anni 2000. Ritraggo prevalentemente donne, a grandezza naturale, senza nessun riferimento al censo o a un contesto geografico. Ciò che mi preme rappresentare, infatti, sono individui nella loro nuda personalità, lontano dai canoni di bellezza e seduzione contemporanei.
Cerco di valorizzare l’aspetto più intimo e familiare delle persone che rappresento, ed ottenere immagini isolate dalla confusione di messaggi secondari e pubblicitari che sovrastano il significato autentico del ritratto.
La Pittura è il mezzo che mi offre l’occasione di avere un rapporto fisico, una responsabilità totale su ogni centimetro quadrato del mio lavoro. Quando inizio un ritratto vedo affiorare a poco a poco una presenza con la quale il mio dipingere diventa una conversazione intima e carica di aspettative, singole pennellate possono restituire aspetti così sottili e sfuggenti della personalità di chi ritraggo da richiedermi molta concentrazione per riuscire a carpirli e lasciarli sulla tela. Amo che i miei dipinti siano essenziali, qualche volta in alcuni autoritratti introduco un elemento apparentemente decorativo come un fiore che acquisisce un significato simbolico e al tempo stesso rinnega la sua funzione puramente abbellente.
A differenza della Pittura, con il Disegno mi libero da ogni aspettativa. Il rapporto con il foglio di carta mi concede una esecuzione più spontanea dove lascio spazio a elementi casuali che si materializzano delicatamente sul foglio prima ancora che abbia il tempo di ragionarli. Il bianco o il colore naturale della carta è un dato di partenza, non si tratta di vuoto, ma di aria, luminoso supporto sul quale farmi guidare dalle linee, assecondo un segno che impone una direzione e procedo fino a quando lo stesso si trasforma in immagine complessa.
Anche nei disegni ricorre l’autoritratto, ma a differenza della Pittura, dove è come se cercassi di osservarmi da vicino, negli occhi, e rimanessi intrappolata in questa vicinanza, nel Disegno attingo dalla memoria e, come nei sogni, visualizzo me stessa mentre agisco in un mondo parallelo dove non c’è peso e non vige nessuna logica.